Barbarià

Barbarià
BARBARIA'

Creazione collettiva del
Laboratorio Permanente di Ricerca Teatrale di Salbertrand

Regia
Renato Sibille

Con la partecipazione di
Nocolò Abba, Chiaffredo Barotto, Eliana Blanc, Roberta Borgatta, Arianna Cibonfa, Enrico Cibonfa, Emanuela Lecis, Luca Meyer, Roberto Micali, Barbara Patria, Odilia Rossa, Nadia Ruffa, Renato Sibille, Giorgio Sigot, Patrizia Spadaro, Alberto Taverna, Elisa Taverna

Musiche popolari eseguite da
Daniele Contardo

Riprese
Giulio Pedretti
Girato a Usseaux (TO) Borgata Pourrieres il 16 agosto 2009

ArTeMuDa
2009

SINOSSI

Da un vicolo giungono 4 uomini  trasportando una madia coperta da un lenzuolo bianco, come fosse una cassa da morto. Sono seguiti dalle donne in un corteo grottesco. Giunge il parroco che si mette in testa al corteo. Il corteo di dirige verso la chiesa, giunto davanti all'ingresso, al suono di un fischietto si blocca. Tutti si voltano indietro lentamente e vedono il fotografo. Sempre lentamente si rigirano e si dispongono per la foto di gruppo. Il fotografo mette in posa il gruppo e lo fa spostare più volte prima di scattare la foto, poi si distrae fotografando il pubblico. Scattate la foto il fotografo si allontana, gli uomini posano la madia e ritornano scanzonati da dove sono venuti, mentre le donne allegramente si apprestano ad impastare la farina e a fare il pane. Tolto il lenzuolo dalla madia compaiono tutti gli ingredienti, un secchio d'acqua, una cassettina in legno con il sale, una scodella con il lievito, due sacchetti di farina in tela bianca. Le donne raccontano la panificazione tradizionale con farina di barbarià, un misto di farina di grano e farina di segale, mentre altre donne intente a filare e far maglia chiacchierano e informano sulla storia del pane.
Dal vicolo giungono gli uomini, si avvicinano alle donne e fanno loro la corte mentre queste fanno i pani e li posano sull'asse. Gli uomini si avviano verso il forno a cuocere i pani.
Davanti ad un teatrino improvvisato con un lenzuolo di campagna, i ragazzi ascoltano un personaggio che racconta in lingua occitana una favola mentre un burattino traduce in italiano.
Suonano le campane. Si aprono le porte della chiesa. Escono due sposi che, al suono di un fischietto vengono raggiunti dagli altri che si dispongono per la foto ricordo. La sposa ha un velo lunghissimo che si allunga dalla chiesa fino al fondo della piazza. A metà piazza si celebra il rito del taglio del nastro poi, al suono di un valzer gli sposi, gli attori e il pubblico si danno alle danze. Finita la danza gli sposi si scambiano eloquenti gesti affettivi poi scompaiono verso casa.
Giungono i seminatori che attraversano lo spazio seminando grano. Un galletto becchetta il grano ed è scacciato. Giungono strani personaggi a compiere un rito di propiziazione poi riappare la sposa incinta accompagnata a partorire mentre lo sposo si reca a festeggiare e bere con gli amici. Nasce il bambino ed è portato in chiesa per il battesimo. All'uscita della chiesa si ripete il rito della fotografia.
Dopo il rito dell'"acchiappare la lepre" durante la mietitura e di quello della battitura del grano, ritornano gli uomini dal forno con i pani cotti che vengono tagliati e distribuiti al pubblico in una festa finale tra vino e danze.


IL VIDEO DI "BARBARIA" PARTECIPA AL DECIMO FESTIVAL PIEMONTE MOVIE 2010

Piemonte Movie 2010
L'Associazione ArTeMuDa sarà presente quest'anno alla decima edizione del Festival Piemonte Movie 2010 nella sezione "Panoramica Doc", con la proiezione del video "Barbarià" di Renato Sibille, venerdì 12 marzo 2010 alle ore 15 presso la sala Multilab dell'Università degli Studi di Torino in via S. Ottavio 20. La proiezione del video è inserita nel Focus Antropologia "La ripresa della festa".

 

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