CONVEGNO
VIRÀ VIRANDÔLË
Musiche e canti della tradizione occitana dell'alta Valle di Susa
La danza è stata sempre per me
una necessità di dare qualcosa,
di esprimermi e trovare un punto
di incontro con la vita che mi circonda .''

                        Maria Fux

Pubblico numeroso e interessato al convegno "VIRÀ VIRANDÔLË. Musiche e canti della tradizione occitana dell'alta Valle di Susa" organizzato dall'Associazione ArTeMuDa in collaborazione con l'Ecomuseo Colombano Romean, il Parco naturale del Gran Bosco di Salbertrand e il Centro Studi e Documentazione della Memoria Orale (Ce.S.DoMe.O.) di Giaglione, che si è svolto sabato 3 dicembre a Salbertrand (TO), presso la sala conferenze del Parco naturale del Gran Bosco di Salbertrand.

In realtà parlare solo di convegno è riduttivo perché ArTeMuDa ha organizzato un'intera giornata ricca di iniziative che è cominciata alle 14,30 per concludersi a notte inoltrata. Dopo il benvenuto ai partecipanti del Presidente del Parco Massimo Garavelli ad aprire le danze è stato nientedimeno che Ugo Perone, Assessore alla Cultura della Provincia di Torino. Figura, quest'ultima, doppiamente significativa in quanto la manifestazione sosteneva la "5° Giornata Nazionale della Rete Italiana di Cultura Popolare" di cui lo stesso è presidente. Ed è dunque toccato a lui spiegare le nobili motivazioni che spingono soci e collaboratori della Rete ad impegnarsi affinché il ricco patrimonio di saperi venga trasmesso da una generazione all'altra. "Solo quando esiste un gruppo con un ideale condiviso si va avanti" ha concluso l'assessore lasciando la parola ai molti interventi che si sono susseguiti e che hanno tenuto per l'intero pomeriggio i presenti incollati alle sedie parlando di musica di banda in alta Valle, di storia dei complessi bandistici locali, di strumenti musicali tradizionali e di riproposta, di danze e canti occitani locali, di filastrocche, canzoni dei bambini e possibilità di utilizzarli per nuove proposte didattiche. Il tutto supportato da immagini e video.

A Dino Tron, musicista dei Lou Dalfin, polistrumentista, con un curriculum vitae invidiabile e  all'attivo oltre 1200 concerti in tutto il mondo, è stato concesso qualche minuto in più perché, con arte oratoria magnetica e grande preparazione, ha ipnotizzato la sala riassumendo in meno di venti minuti l'evoluzione degli organici strumentali nella musica popolare delle Valli Occitane negli ultimi 50 anni.
Ha concluso Renato Sibille, altro personaggio poliedrico ? attore, insegnante, ricercatore, grande conoscitore della cultura locale ? che ha curato la regia di ogni singolo evento ed è il curatore, insieme al presidente di ArTeMuDa, Roberto Micali, del Cahier n. 15 del Parco naturale del Gran Bosco di Salbertrand contenente gli Atti del Convegno e un CD con raccolta inedita di musiche e canti della tradizione occitana.

A conclusione degli interventi due brevi workshop si sono svolti in contemporanea ? uno di avvicinamento alle danze popolari occitane e uno di sperimentazioni musicali sul repertorio popolare. A fare da cornice alla manifestazione ci hanno pensato ben tre mostre: la prima sul gioco popolare, realizzata dall'Ecomuseo Colombano Romean in collaborazione con le scuole medie dell'Istituto Des Ambrois di Oulx, la seconda sulla musica, con strumenti musicali e spartiti dell'alta Valle di Susa e la terza un'anteprima della mostra di emine, antiche misure di capacità per cereali provenienti dalla collezione di Mario Castagnasso.

Al termine della giornata, alle ore 21.30 il Laboratorio Permanente di Ricerca Teatrale ArTeMuDa ha presentato Musicca, spettacolo-concerto con l'intervento dei Parenaperde, delle Trobairitz d'Oc e di Daniele Contardo. Sono seguite danze occitane.

Durante la giornata, prendendo spunto dal sito www.reteitalianaculturapopolare.org, sono stati distribuiti volantini per invitare i partecipanti a sostenere la cultura popolare con le parole.

Il convegno è stato l'evento inaugurale della sesta edizione di "Chantar l'Uvern, frammenti di cultura occitana e francoprovenzale", organizzata dal Parco naturale del Gran Bosco e dall'Ecomuseo Colombano Romean, in collaborazione con la Comunità Montana Valle di Susa e Val Sangone (in qualità di capofila) e il CeSDoMeO (Centro Studi e Documentazione della Memoria Orale) di Giaglione. L'iniziativa è realizzata con il contributo della Provincia di Torino, reso possibile dalla Legge regionale 11 del 2009 sulla tutela, valorizzazione e promozione dell'originale patrimonio linguistico del Piemonte.

Al convegno sono state presentate le seguenti relazioni:
- Giorgio Jannon - Bande musicali e comunità
- Daniela Ordazzo - Viva la Musicco!
- Daria Abbà - Una Banda per una Comunità
- Dino Tron - L'evoluzione degli organici strumentali nella musica popolare occitana: una breve analisi del fenomeno
- Renato Sibille - Ora viene la volta del cantare
- Maria Baffert - N'en dansàn unë? Il ballo, linguaggio essenziale della festa nel mondo tradizionale
- Silvia Pusceddu - Musica in culla: il suono che precede la parola
- Adolfo Conrado - Dalla tradizione popolare alle nuove tecniche pedagogiche e di didattica della musica

Gli interventi sono stati inframezzati dagli intermezzi musicali eseguiti dalla Banda Musicale Alta Valle Susa. Il coffee break è stato servito con prodotti del commercio equo e solidale e a conclusione del pomeriggio è stato offerto un momento di degustazione curato dall'Associazione l'Eigo y Cuento.

Durante il convegno sono stati consegnati i riconoscimenti Patrimouanë dla Jan - Patrimonio della Collettività ArTeMuDa 2011. Il riconoscimento, nato nel 2008, è assegnato ogni anno dall'assemblea del Laboratorio Permanente di Ricerca Teatrale di Salbertrand a beni materiali o immateriali che siano o siano stati rilevanti per una determinata collettività del territorio di area occitana dell'alta Valle di Susa e che abbiano un forte valore simbolico nella cultura locale per la loro forza di creazione, di aggregazione, di comunicazione, di trasmissione del sapere o
 di memoria del senso di comunità.

Il riconoscimento di Patrimouanë dla Jan - Patrimonio della Collettività ArTeMuDa per l'anno 2011 è stato conferito alla Banda Musicale Alta Valle Susa, per il valore di aggregazione e di accompagnamento della comunità quando questa si ritrova a condividere momenti importanti dove la musica diviene linguaggio universale. Il riconoscimento è stato consegnato al Presidente Franco Capelli.

Con questo evento l'Associazione ArTeMuDa e l'Ecomuseo Colombano Romean sostengono la 5° Giornata Nazionale della Rete Italiana di Cultura Popolare, in programma il 13 dicembre 2011

http://www.reteitalianaculturapopolare.org/

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ALCUNE DELLE RISPOSTE AI MODULI
"IO SOSTENGO LA CULTURA POPOLARE PERCHE'..."
- Senza memoria del passato non c'è futuro
- E' anche rispetto per i nostri antenati
- E' importante non dimenticare
- Ci rende persone più umili
- Le tradizioni riempiono il cuore e riempiono d'orgoglio
- Un individuo senza passato è un individuo senza futuro
- La cultura popolare è grande valore aggiunto all'esperienza di vita, è il sale del sapere che aiuta a progettare un futuro migliore
- Non c'è sviluppo senza radici
- Non si può agire e pensare globalmente se prima non si pensa ed agisce localmente
- La cultura popolare si è trasmessa senza circo mediatico
- Un albero senza radici non può resistere a tutte le difficoltà che deve affrontare e non può donare i suoi semi a Madre Natura. Allo stesso modo l'uomo si perde nelle avversità della vita, la sua crescita incontra difficoltà quasi insormontabili se non sente di appartenere ad una comunità ed alla sua cultura
- Non bisogna dimenticare la vita dei nostri vecchi
- E' il più efficace strumento di socializzazione degli individui all'interno di una comunità
- In essa parla il cuore della gente
- E' importante non perdere le radici della nostra cultura
- Diverso è bello, viva le multiculture!
- La sostengo da sempre, mi piace e fa parte del mio essere
- Perché è ricchezza, patrimonio, bellezza, poesia e aggregazione delle genti, e memoria da diffondere, difendere e coltivare.
- E' il nostro passato
- Per non perdere le tradizioni che mantengono vive le minoranze
- Trasmettere la nostra memoria storica ci tutela dal rischio di perdere cultura e tradizioni... ci salva dell'oblio!
-E' emozione vera, quella che ci tocca nel profondo, perché sono le mie radici, la mia identità!

2011
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