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Esodi

SPETTACOLO TEATRALE
Sabato 15 giugno 2019, ore 20.45
TORINO
Teatro Espace
Via Mantova 38

Con: Luciana Accomasso, Luigino Allois, Emanuela Borzi, Igor Casella, Renato Cogno, Silvana Cortona, Maria Defilippi, Pierangelo Favario, Riccardo Graziato, Chiara Lepschy, Federica Petti, Elena Pozzallo, Daniela Prando, Manuel Regazzoni, Stéphanie Renard, Roberta Riccobene, Paolo Sarra, Giovanna Tancorra, Clara Zanni
Regia: Roberto Micali e Patrizia Spadaro

L'idea dello spettacolo teatrale Esodi nasce dalla lettura di Furore di John Steinbeck, pubblicato negli Stati Uniti nel 1939 e in Italia da Bompiani l'anno successivo. Nel romanzo la famiglia Joad, contadini dell'Oklahoma impoveriti e sfrattati dai loro terreni a causa di devastanti tempeste di sabbia, le cosiddette dust bowl, parte verso la California, alla ricerca di una nuova vita. La famiglia Joad diventa simbolo dello spostamento e delle migrazioni di oggi. Oggi tutto si sposta. La gente si sposta, perché lo deve fare. Si sposta perché vuole qualcosa di meglio e quello è l'unico modo per trovarselo. Ma il migrante non esiste, esistono solo uomini e donne in viaggio. Esodi è lo spettacolo conclusivo dei laboratori ArTeMuDa di Teatro e di Lettura ad Alta Voce 2018-2019.

INGRESSO €8 - RIDOTTO €5 (soci ArTeMuDa, under 18, over 65)
INFO: 335-7669611, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Liberamente ispirato a Furore di John Steinbeck
Con brani tratti da Non siamo rifugiati di Agus Morales (ed. Passaggi Einaudi, 2018) e da Il migrante non esiste. Ho visto solo uomini e donne in viaggio di Antonello Mangano
Video tratto da Displaced di Milad Tangshir (2015, POA Onlus)
Musiche dal vivo eseguite da Alberto Dotta
Produzione: Associazione ArTeMuDa (2019)
Durata: 1h 45'

Nella storia pigra, avariata, nauseabonda del nostro tempo, inconcepibile ormai senza di loro, i migranti hanno introdotto una cadenza accelerata, un ansimare sostenuto, un respiro superbo, come anche un veleno profetico la cui virulenza non ha smesso di sconcertarci. Chi può di fronte a loro rimanere neutrale?

Ciascuno di loro è una caso, non una massa come ci ostiniamo a convertirli. E se per certi aspetti ormai li conosciamo, ci resta da fare ancora un lungo cammino per giungere all'interno dei loro enigmi.

Abbiamo passato vent'anni a fantasticare di come sarebbe stato il terzo millennio: le invenzioni, i robot, le malattie sconfitte, Marte colonizzato come se fosse un'isoletta esotica, la democrazia planetaria, la fine della Storia, l'arte... con una sorta di infatuazione infantile, come quando i ragazzi fanno progetti per il tempo in cui saranno grandi. Ed eccolo, invece, il terzo millennio, è arrivato come forse mai nessun secolo arrivò così pieno di avvenire.

All'inizio c'erano uomini angosciati che non accadesse più nulla, che tutto fosse compiuto. Ora colonne di esseri umani attraversano a piedi l'Europa, guadano fiumi, fanno crollare reticolati e muri. Flotte di imbarcazioni fradice, zeppe di uomini attraversano il Mediterraneo: nella leggenda antica Genserico, re dei Vandali, signore delle terre di quello che oggi è il Maghreb, consegnò al mare, lo stesso mare, su vecchie barche "senza remi e senza vele", i cristiani che gli disobbedivano. Per punizione. La stessa storia, le stesse acque, lo stesso dolore.

Come accade tutto questo? Guardiamo l'uomo che si orienta in queste tragedie, guardiamo noi stessi e capiremo.

(tratto da Esodo di Domenico Quirico, ed. Neri Pozza-I colibrì)