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Improvvisazione e Creatività Teatrale

Teatro PerchéLaboratorio annuale di Improvvisazione e Creatività Teatrale
Condotto da Roberto Micali e Patrizia Spadaro
Con il patrocinio della Circoscrizione 5 della Città di Torino

Tutti i martedì dalle 20.30 alle 23.00, da ottobre 2017 a giugno 2018, a partire da martedì 3 ottobre 2017
Spazio ArTeMuDa
TORINO

Presentazione del laboratorio 2017-2018: lunedì 18 settembre 2017, ore 19, Spazio ArTeMuDa
Incontro di prova aperto a tutti: martedì 19 settembre 2017 dalle 20.30 alle 23.00, Spazio ArTeMuDa
Per l'incontro di prova si consiglia di indossare abbigliamento leggero e comodo e di portare un paio di calzettoni tipo anti-scivolo, perché nella sala si lavora senza scarpe. E' disponibile uno spogliatoio.

TEATRO PERCHÉ?

Perché voglio ritrovare il piacere di giocare

Perché voglio conoscere gente nuova e sentirmi parte di un gruppo
Perché voglio trovare il mio linguaggio personale, con il mio corpo e la mia voce
Perché voglio sorprendermi e sorprendere gli altri
Perché voglio essere pronto a raccogliere qualsiasi stimolo per inventare una nuova storia

La creatività é una qualità indispensabile per l'attore teatrale. L'attore, attraverso un costante training, arriva in un territorio mentale e fisico mai esplorato. L'attore in scena esce da quel pensiero vischioso che spesso ci costringe sempre sugli stessi binari, ci limita la visione delle cose, ci tarpa le ali della creatività, ci costringe in una specie di corto circuito da cui è difficile uscire. La creatività nasce dalla curiosità e la curiosità tende a spaziare in un cosmo ben più ampio di quello che abbiamo davanti a noi tutti i giorni.

Spezzare gli automatisti quotidiani è il primo passo verso la creatività. All'attore è continuamente chiesto un approccio creativo artistico, sottoposto ai più disparati stimoli attraverso tutti i sensi del corpo, in cui il corpo-mente esplora le sue mille possibilità, in una fase divergente in cui, una volta superati blocchi e condizionamenti, l'attore lavora in tutte le direzioni possibili.

Il laboratorio teatrale è il luogo dove nascono un nuovo tempo e un nuovo spazio dedicati all'esplorazione, alla disciplina e alla creatività. È un universo separato dalle regole della produzione dove è possibile lavorare sui processi dell'immaginazione, dove è possibile iniziare un viaggio la cui meta all'inizio è sconosciuta.

L'improvvisazione teatrale è un racconto immediato con il corpo, lo sguardo e la voce. Sono appunti teatrali attraverso i quali fare nascere un alfabeto personale. Con le improvvisazioni non si arriva a creare personaggi completi, spesso non c'è la voce, non c'è il suono, ci sono però gli sguardi, i movimenti e le intenzioni. Questo aiuta a stabilire un ordine apparentemente anomalo, che mette la parola, il suono, all'ultimo posto. Anomalo per chi ritiene che la parola e la battuta siano l'essenza del teatro. Ma se vogliamo che le parole abbiano il suono di pensieri appena prodotti, allora dobbiamo prima aver individuato le intenzioni, ovvero l'ambiente narrativo in cui agiamo: dove siamo, cosa facciamo, perché parliamo, a chi, a cosa si sottintende, cosa ci circonda. (Roberto Frabetti)

OBIETTIVI DEL LABORATORIO

Il Laboratorio di Improvvisazione e Creatività Teatrale ArTeMuDa é un laboratorio teatrale ideato per rompere gli automatismi, per ampliare le proprie capacità creative e per giocare al teatro. Ogni incontro, della durata di due ore e mezza, prevede una serie di esercizi pratici per lo sviluppo delle capacità di base dell'attore e indispensabili per lo sviluppo della creatività artistica:

Creazione del gruppo
Risveglio dei sensi
Espressione corporea
Gestione dell'energia
Presenza scenica
Stati d'animo
Ritmo
Respirazione e voce
Creativitá
Creazione del personaggio
Testo

TIPOLOGIE DI LABORATORIO

Sono previste due tipologie di Laboratorio:

- Laboratorio Base (martedì): è indirizzato a tutti coloro che sono alla prima esperienza di teatro con ArTeMuDa. Non è necessario alcun prerequisito.
- Laboratorio Avanzato (mercoledì): è indirizzato a tutti coloro che hanno già partecipato a precedenti edizioni del Laboratorio di Improvvisazione e Creatività Teatrale di ArTeMuDa e desiderano proseguire con noi la loro esperienza teatrale.

Entrambe le tipologie di laboratorio si concludono con la messa in scena di una performance finale aperta al pubblico. Questi alcuni degli spettacoli realizzati negli anni precedenti dagli attori dei laboratori di improvvisazione e creatività teatrale:

Lack and White (2010)
Senza (2011)
Marina Commedia (2012)
Momo e i ladri del tempo (2014)
Occhiali neri (2015)
Gli ultimi libri (2015)
L'ebbrezza non si improvvisa (2016)
Shakespeare nel Paese dei Tarocchi (2017)

CONDUTTORI DEL CORSO

ROBERTO MICALI
Nasce a Torino nel 1964. Nel 1990 si laurea in Scienze dell'Informazione presso l'Università di Torino. Dal 1991 lavora presso il centro ricerche di Telecom Italia (TILAB, ex CSELT) come progettista di reti dati. Organizza e tiene corsi di formazione tecnica e partecipa come speaker a numerose conferenze internazionali nell'ambito delle telecomunicazioni. Nel campo del teatro e della danza contemporanea si forma con Sorelle Suburbe, Maria Fux, Odin Teatret, Stalker Teatro, Giorgio Rossi, Virgilio Sieni, Roberto Castello, Przemek Wasilkowski (Workcenter di Jerzy Grotowski e Thomas Richards), Beppe Rosso, Domenico Castaldo, Massimo Munaro (Teatro del Lemming). Nel 2004 si laurea in Teatro presso il DAMS di Torino con una tesi su L'utilizzo di strumenti a mediazione teatrale nel mondo del lavoro. Dal teatro d'impresa al training dell'attore. Dal 2004 è presidente dell'Associazione Culturale ArTeMuDa di Torino, dove partecipa come attore a molti degli spettacoli teatrali prodotti dall'Assocazione e collabora alla realizzazione di convegni, serate di letture, video e pubblicazioni. Attualmente collabora alla conduzione del laboratorio permanente di ricerca teatrale di Salbertrand (TO), diretto da Renato Sibille. Nel 2006 ha scritto il saggio Il teatro nel mondo del lavoro, pubblicato dall'Università Cattolica di Milano. Dal 2005 conduce, insieme a Patrizia Spadaro, il Laboratorio di Improvvisazione e Creatività Teatrale dell'Associazione ArTeMuDa a Torino. Nel 2012 firma la regia dello spettacolo Le donne forti danzano scalze, prodotto in collaborazione con Amnesty International. Dal 2012 fa parte del Gruppo Volontari per la lettura del Circolo dei Lettori di Torino, in particolare per persone afasiche.

PATRIZIA SPADARO
Patrizia Spadaro nasce a Torino il 15 giugno 1967. Dedica la sua vita professionale al teatro e al lavoro in ambito sociale occupandosi di percorsi di accompagnamento e formazione. Si laurea nel 2004 al DAMS presso l'Università di Torino in "Teorie e tecniche del teatro educativo e sociale", con una tesi dal titolo "Teatro al limite della libertà. Esperienze di teatro sociale in carcere minorile". Conduce laboratori di teatro in ambito sociale rivolti a diverse tipologie di utenze (presso istituti penitenziari, scuole di diverso grado, comunità per disabili psichici, per minori a rischio e corsi per adulti). Nel 2003 fonda l'associazione ArTeMuDa, di cui oggi è vicepresidente, occupandosi della conduzione dei laboratori di improvvisazione e creatività e svolgendo l'attività di attrice e regista. Ha lavorato nel suo percorso professionale per vari enti e cooperative ( Cast, il Teatro dell'Angolo, la Maigret Magritte, l'Aics, Muse-Torino, ArtQuarium). Accreditata come professionista dell'accompagnamento attraverso la Metodologia Reconnaissance des Acquis, oggi lavora presso l'agenzia di Formazione Forcoop come orientatrice, consigliera di bilancio, formatrice e responsabile corsi. Presidente di "Aporti Aperte", associazione di volontariato nata nel 2005, opera a favore dei ragazzi che entrano in contatto con i servizi della Giustizia Minorile e in particolare dei ragazzi ristretti presso l'Istituto Penitenziario "Ferrante Aporti".

DURATA

Il Laboratorio base 2017-2018 si svolgerà da ottobre 2017 a giugno 2018, con lezioni settimanali della durata di due ore e mezza ciascuna. Si consiglia di indossare abbigliamento leggero e comodo e di portare un paio di calzettoni tipo anti-scivolo, perché nella sala si lavora senza scarpe. E' disponibile uno spogliatoio. La prima lezione è sempre gratuita e di prova.

LUOGO

Spazio ArtemudaSPAZIO ARTEMUDA

INFO: Contatti

 Laboratorio 2007 2008  Laboratorio 2008 2009
I partecipanti al Laboratorio
2007-2008

I partecipanti al Laboratorio
2008-2009

 Laboratorio 2009 2010  Laboratorio 2010 2011
I partecipanti al Laboratorio
2009-2010

I partecipanti al Laboratorio
2010-2011 - Spettacolo Senza

 Laboratorio 2011 2012  Laboratorio 2012 2013

I partecipanti al Laboratorio
2011-2012 - Spettacolo Marina Commedia

I partecipanti al Laboratorio
2012-2013 - Spettacolo Lack and White

   
I partecipanti al Laboratorio
2014-2015 - Spettacolo Gli ultimi libri
I partecipanti al Laboratorio
2014-2015 - Spettacolo Occhiali neri

 

Fare teatro significa allenarsi alla vita, quella vera, non solo quella da palcoscenico. Il teatro insegna a rispettare ruoli e spazi, i propri e quelli di chi ti sta accanto. Su un palco non devi mai coprire chi si trova con te. Tutto dalla platea deve essere chiaro, tutti gli attori visibili. Nessuna voce sovrasta l'altra. Ci si fida dei colleghi e si rispettano i loro ruoli perché solo così il tuo avrà senso. Regole semplici, che chiunque abbia fatto anche il più banale dei corsi di teatro conosce. Regole che però non valgono solo a teatro ma diventano regole di vita. Il teatro andrebbe introdotto a scuola come materia di insegnamento a partire dagli ultimi anni delle scuole materne. Perché il teatro è equilibrio e ascolto, e ciò che più manca spesso è proprio la capacità di ascoltare chi abbiamo accanto o anche il territorio in cui viviamo
(da Roberto Saviano, "A Napoli c'è un teatro che lo Stato ignora, in "L'Espresso" n.38 del 24 settembre 2015)

TUTTI GLI ATTORI HANNO PAURA...

Pubblicato su Facebook lunedì 6 luglio 2009 alle ore 7.03 da Silvia Tessa, partecipante al Laboratorio Improvvisazione e Creatività Teatrale 2008-2009 (per gentile concessione)

Basta con corsi di lingua e arti varie. Quest'anno hai deciso di fare qualcosa di divertente, dove il senso di squadra fosse fondamentale. Ti sei iscritta ad un corso di improvvisazione teatrale. Brava, peccato non aver tenuto conto del gran difetto di un corso del genere: lo spettacolo finale, aperto al pubblico.
Hai esperienze pessime in merito.
5 anni. Recita di natale all'asilo, non sai dove posizionarti e urli "Suor Natalia, va bene qui?". In quel momento tuo padre si e' rasserenato, non dovra' preoccuparsi che la sua bambina finisca nei giri lussuriosi degli attori.
8 anni. Saggio di danza classica (du palle). Tutte in tutu', tutte in fila, la capofila si sposta a destra invece che a sinistra, e ti esprimi con il piu' classico dei gesti italiani, quello di unire tutte le dita al pollice, con l'espressione che dice "ma che fai?"

35 anni. Mentre colleghi e amici vanno a recite di figli vari, ti trovi li' che la recita devi farla tu. Auguri. Prima non volevi dirlo a nessuno, poi, durante il corso ti sei divertita un sacco, hai pensato "Ma chissene". E l'hai detto, a molti, non a tutti, ma a molti. 3 Luglio.
Il giorno viene, e per l'occasione ti spacchi anche un dente, che culo! Tu e gli altri personaggi in cerca d'autore siete un po' agitati. Ogni sms che arriva dicendo "mi spiace, proprio non ce la faccio a venire stasera!" ti strappa un sorriso e un respiro di sollievo: uno in meno con cui fare figuracce!

Dai andiamoci a cambiare. Tutti vestiti di nero. Io e Clair abbiamo la scena da bordello, da mettere in mostra le tette, solo ci fossero. Ricordo quando abbiamo provato la scena la prima volta "Clair, reggiseno imbottito per l'occasione..." e lei:"Ce l'ho gia', non si vede???". Proprio quelle giuste han preso. Ovvio che il reggiseno imbottito per l'occasione l'ho portato, peccato sia bianco, quando tutti dobbiamo essere vestiti di nero:"No Randa, non puoi, si vede...". Tacuma bin: mettiamo quello nero da palestra, che appiattirebbe la Pamela, figuriamoci me.

Sono le 9, lo spettacolo dovrebbe iniziare, e di ospiti nessuno. Ma erano la star che dovevano farsi attendere, oppure era il pubblico? Chi lo sa. Ritardo accedemico. Arrivano i primi due amici: "Randa, ma allora di che parla sto spettacolo? Randa, ma che spettacolo e'? Randa, ma siete solo voi del primo anno o anche altri? E sono spettacoli diversi?" Eccheccavolo, gia' non siamo dei professionisti, se ancora ti dico la trama e tutto, che rimane da guardare? Andate a sedervi e ciau. Poi e' il turno della Molly, con le altre amiche "Sei agitata eh? Eh, si vede che sei agitata!!". E te si vede che sei stronza, ma vatti a sedere no!! "Ci vuoi mandare via, eh? Ma no dai, ci facciamo una sigaretta, allora di che parla sto spettacolo? Che genere? Che trama? Ah, come sei nervosa..." E intanto mi chiedo: ma se e' vero che gli amici si scelgono, non avro' forse sbagliato qualcosa? Alla fine sbatto dentro anche loro. La tensione scema un po', poi ecco arrivare Pac. Oddio, penso io, questo mi prende sempre in giro, figurati se stasera mi risparmia... E invece no, arriva, saluta, facendo un cenno che io interpreto come: "Io entro, tranquilla ti lascio in pace, ci si parla dopo!". Ma allora sei un grande! Accompagnato da discreta gnocca, peraltro.
E poi via, lo spettacolo inizia. Parte il monologo di Fabietto, un ragazzetto d'altri tempi, tutto gentilezza e simpatia, ma con una voce in scena che potrebbe star bene su Bud Spencer. Dietro le quinte (che e' uno spasso, un vero spasso) senti tutto e vedi niente, e intanto prepari...
Abbiamo la parodia di Romeo e Giulietta. A Romeo bisogna legare al braccio il testo della parte, o si perde. Certo Romeo, avessi i muscoli di Schwarzy, sta roba sterebbe su meglio, invece di scivolare sulle braccia, ma vabbe'.... Vanno Romeo e Giulietta, e il clima si scalda, siamo tutti felici. Solo la nostra Giulietta, quando rientra non e' soddisfatta "Ajo, Giulietta nonn e' piacciutta". E tutti a tirarle su il morale, a dirle che si sbaglia (e infatti si sbagliava, mica contiamo balle). Miss Luise, che si era truccata con una trousse che neanche Liza Minelli ai tempi d'oro, ci delizia dall'esperienza dei suoi 60 anni con dei Boia Faus da manuale, che nonostante le sue iniziali perplessita', conquistano le risate del pubblico...

Il resto scorre, non ti spieghi neanche tu come, ti ricordi le battute, se le ricordano anche gli altri, e quando uno skazza, l'altro rimedia. L'adrenalina sale, e ci mettera' ore a scendere. E intanto ti diverti, ti diverti abbestia. Ogni tanto riconosci l'inconfondibile risata della Molly, che da' coraggio.
Siamo praticamente alla fine, tocca andare tra il pubblico... passi le prime file, amici fidati o completi sconosciuti. Nelle retrovie, gli amici a sorpresa, quelli che magari non hai invitato tu, quelli che "No... pure tu?" ma ormai potrebbe esserci anche Brad Pitt che non ti farebbe effetto: abbiamo praticamente finito, non abbiamo sgarrato, la gente ha riso, siamo dei grandi. Come quelli di Cavour "Gnun ai loda, as lodu da lur..." Ti siedi tra il pubblico, il palco ora e' dei ragazzi dell'anno successivo e intanto pensi "Col cavolo che lo rifaccio uno spettacolo in due tempi... mo mi tocca star qui, con le amiche del giorno: Adrenalina e Agitazione, finche' non tocca tornare la'..."
Uno di quelli che "No, pure tu?" mi chiede "Hai finito?", mento "Si'". Mi viene vicino e mi fa "Bello eh, ma qual era la trama?" L'avrei ucciso, la verita'.

Poi lo spettacolo finisce, gli inchini di rito, e poi via, a vedere da vicino le reazioni degli amici. Beh, non stanno sbadigliando e' gia' qualcosa. E anche stessero sbadigliando, a ben pensarci te ne importerebbe poco: e' stato uno spasso farlo, e l'abbiamo fatto per noi, piu' che per loro, la verita'. E secondo me, lo rifaremo. Eccome se lo rifaremo. Il corso piu' divertente che abbia mai fatto, col cavolo che pianto li': alla faccia di Stanislavsky! Qualcuno mi chiede "Ma Giulietta e' sarda? Troppo carina!". Sapevamo noi.

A mente serena poi inizi a pensare "Mannaggia, a quello non l'avevo detto, all'altra non l'ho confermato...". Aspetta me, mister IoLeDateMeLeRicordoTutte non c'era: parte l'sms "Non sei venuto, e non sto parlando di sesso". La risposta e' sintetica "Completamente dimenticato. Quanti erano i voyeur? E non sto parlando di sesso."

Randagia, che chissa' quanti saranno stati i voyeur..

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