TEATRO A SOGGETTO FISSO E TEATRO SU MISURA
Nel caso di teatro a soggetto fisso, in azienda viene rappresentato uno spettacolo teatrale con soggetto a tema aziendale, per esempio il rapporto cliente-fornitore o la leadership. Lo spettacolo è solitamente realizzato da attori professionisti. Nel caso di teatro su misura, lo spettacolo è scritto in base alle specifiche esigenze dell'azienda committente e modellata sulle sue esigenze particolari. Il lavoro è preceduto da una accurata analisi dei fabbisogni del cliente attraverso interviste e colloqui, per consentire la scrittura del testo teatrale da rappresentare. In entrambi i casi il teatro è vissuto dai lavoratori come prodotto, cioè come spettacolo finale a cui assistono, senza che essi intervengano nel processo di costruzione e messa in scena.
LEZIONE SPETTACOLO (A SOGGETTO FISSO O SU MISURA)
La lezione spettacolo può essere definita un intervento formativo, costruito su argomenti specifici d'interesse aziendale, che utilizza metodi e strumenti propri del mondo teatrale. La lezione spettacolo è dunque il risultato dell'incontro di una forma teatrale con un obiettivo formativo. I contenuti sono determinati dal contesto aziendale e dall'oggetto della formazione. La forma teatrale è quella dello spettacolo, dunque di una situazione di rappresentazione a cui partecipano uno o più attori ed un pubblico. La lezione spettacolo può essere considerata un caso particolare del teatro a soggetto fisso e del teatro su misura in cui sono presenti solo uno o due form-attori professionisti in scena.
Lo scopo principale della lezione spettacolo è la formazione aziendale, che ha la possibilità di arrivare ad un maggior numero di destinatari (contesto allargato), utilizzando spesso il tempo tipicamente dedicato agli spettacoli teatrali senza che questo si sovrapponga al tempo del lavoro, in una breve durata (durata ridotta) e con una maggiore efficacia rispetto alle modalità formative tradizionali in aula, grazie al superamento delle normali resistenze alla formazione tradizionale (coinvolgimento emotivo), attraverso l'applicazione delle tecniche tipiche dell'attore (presenza scenica, ritmo, uso della voce).
Esistono due tipologie di lezione spettacolo: la lezione spettacolo a soggetto fisso e la lezione spettacolo su misura. Mentre la lezione spettacolo a soggetto fisso affronta una serie ristretta e predefinita di temi e argomenti aziendali, che possono essere di interesse della quasi totalità delle aziende, la lezione spettacolo su misura è appositamente progettata e realizzata sulle esigenze della singola azienda. La differenza fondamentale tra i due tipi di lezione spettacolo non è dunque tanto nella forma - che in entrambi i casi attinge al serbatoio di tecniche del mondo teatrale - quanto nel contenuto, che può essere generico o specifico in relazione alle esigenze dell'azienda presso cui l'intervento formativo è realizzato.
TEATRO ATTIVO E IMPROVVISAZIONE TEATRALE
Mentre nella nel teatro a soggetto fisso e su misura e nella lezione spettacolo la messa in scena è realizzata perlopiù da attori professionisti, nel teatro attivo i lavoratori sono direttamente coinvolti nel processo di ideazione e realizzazione del prodotto teatrale. I lavoratori sono stimolati, attraverso la formazione di gruppi creativi, a scrivere loro stessi una o più scene teatrali, dove il soggetto è uno specifico problema del gruppo di lavoro, con l'obiettivo di presentare una soluzione possibile attraverso la scrittura di un piano d'azione. Quando nel teatro attivo i dipendenti aziendali sono chiamati ad esprimere la loro creatività scrivendo, rappresentando e organizzando, con l'ausilio di professionisti, un proprio soggetto teatrale, si parla anche di teatro d'azienda a soggetto libero o self-theatre.
Molte forme di teatro attivo fanno ampio uso delle tecniche di improvvisazione teatrale, con lo scopo di destrutturare i meccanismi che si instaurano con l'abitudine e la routine nel mondo del lavoro e per "allenare" la creatività dei partecipanti. Le forme dell'improvvisazione teatrale e del teatro attivo, quando applicate alla formazione, rientrano nelle cosiddette metodologie didattiche attive, il cui presupposto è che "l'apprendimento effettivo sia soprattutto apprendimento dall'esperienza: comprensione, elaborazione e metabolizzazione dell'esperienza vissuta" . Possiamo definire l'improvvisazione teatrale come "un'attività spontanea di adattamento ad una certa situazione impostata su uno schema di pensiero in costante rinnovamento" . L'improvvisazione teatrale richiede concentrazione, precisione, rapidità.
STAGE ESPERIENZIALI E LABORATORI TEATRALI
I tradizionali stage e laboratori di formazione possono essere condotti con l'ausilio di tecniche teatrali, con un forte coinvolgimento dei partecipanti. A differenza delle lezioni-spettacolo, non viene prodotto uno spettacolo, ma viene condotta una lezione di gruppo in cui, attraverso una serie di esercizi di derivazione teatrale, i partecipanti hanno la possibilità di sperimentare le tecniche utili per il public speaking, la leadership, la comunicazione, la creatività, il team building.
L'applicazione delle tecniche e degli strumenti tipici del training dell'attore iniziano ad affacciarsi nel mondo del lavoro. In questo caso l'attore non entra tanto in azienda per condurre una lezione spettacolo o per allestire uno spettacolo teatrale, quanto per inserire i lavoratori nell'ambiente del laboratorio teatrale, dove il lavor-attore ha la possibilità di vivere il teatro come processo, esplorando in modo esperienziale il proprio corpo e la propria voce, le proprie capacità di ascolto, di relazione, di concentrazione.
BUFFONE DI CORTE
La tecnica del buffone di corte o del buffone sapiente è un recupero in campo aziendale della figura storica del giullare presso le antiche corti: il giullare era l'unico al quale era concesso di dire qualsiasi cosa, in quanto folle, o presunto folle. Questa tecnica è oggi utilizzata in riunioni particolarmente delicate, per fare emergere i sottintesi e il "non detto" oppure per stimolare - attraverso opportune provocazioni - l'uscita dai cliché consolidati e suscitare l'adozione di un approccio più creativo alla soluzione dei problemi. La funzione del buffone é quella di provocare, per produrre idee o per mettere in risalto aspetti relazionali complessi e sommersi:
Si pensi al ruolo che nel King Lear Shakespeare assegna al fool. Il suo rapporto con il sovrano e la sua autonomia rispetto all'autorità del re lo rendono una figura decisiva. Qualcuno deve trovare il modo per far sapere al re che sta compiendo un atto assurdo, un gesto che metterà a repentaglio il suo regno. Il buffone può dire la verità perché quello che dice può essere liquidato come assurdo e incoerente. Le verità del fool sono considerate pazzie, perché chi le pronuncia è - almeno in apparenza - uno stolto. Inoltre, il buffone di corte non solo dice al re quello che pensa, ma lo dice senza essere interpellato. Ecco allora che la presenza in azienda di una figura che assolve alle funzioni del giullare può essere utile per rivelare il "non-detto", grazie all'impunità di cui gode il giullare.
THEATRE ENTHERTAINMENT
Tra i vari usi di strumenti teatrali in azienda vi sono anche situazioni in cui la performance costituisce un puro diversivo per il lavoratore. Quando le forme teatrali sono intese come entertainment per i lavoratori, allora è anche possibile, ad esempio in occasione di una cena aziendale, coinvolgere attori professionisti per organizzare una cena con delitto. In questo caso viene sottolineato il vantaggio di abbinare un momento speciale e divertente per il personale aziendale, al di fuori degli orari e luoghi lavorativi, con l'opportunità di sviluppare capacità di team-building, creatività e problem-solving, nel tentativo di individuare l'assassino della thriller history proposta.
PROMOTHEATRE E BUSINESS THEATRE
Il mezzo teatrale può essere utilizzato nel mondo di lavoro come strumento di promozione, tanto verso l'interno dell'azienda, quanto verso l'esterno. Meeting, convention, presentazioni di prodotti ai clienti possono essere strutturate con una forte componente teatrale. In questo caso viene accentuata la componente spettacolare del mondo del teatro, con un utilizzo cospicuo di luci, musiche, scenografie.
Il promotheatre impiega le tecniche teatrali per la comunicazione aziendale verso i clienti. È realizzato con una produzione teatrale della durata variabile - da 5 a 12 minuti - scritta sulla base delle specifiche esigenze dell'azienda, in cui attori professionisti promuovono un prodotto o un servizio facendo teatro. In questo senso il promotheatre può essere considerato una sorta di spot pubblicitario che utilizza tecniche teatrali .
Analogo al promotheatre è il business theatre o corporate theatre, una forma di produzione teatrale su misura particolarmente diffuso negli Stati Uniti, dove uno specifico messaggio o evento aziendale viene messo in scena in occasione di convention, meeting e presentazioni.
ROLE PLAYING
Una tecnica fra le più usate attualmente in formazione è rappresentata dai role playing, o giochi di ruolo . Lo scopo che si prefigge di raggiungere è quello di migliorare le proprie competenze professionali grazie alla pratica della drammatizzazione dei ruoli. Si valorizza la leggerezza del gioco e la sua possibilità di essere impiegato per fini educativi e formativi, senza togliere al soggetto il gusto di sperimentare cose nuove rispetto agli standard abituali. Attraverso l'utilizzo del role playing, il soggetto acquisisce un sapere di cui prima non era a conoscenza, imparando così nozioni nuove che arricchiscono la sua preparazione; in altri casi può succedere anche che questa tecnica evidenzi le carenze e metta in discussione le certezze, provocando un senso di smarrimento, indispensabile poi per ottenere la consapevolezza dei propri limiti, necessaria per l'apprendimento del nuovo.
Utilizzare la simulazione in ambito lavorativo significa entrare in parte nella dimensione teatrale, dove intervengono, tra gli altri, i meccanismi dell'assunzione di ruolo, scrittura del testo drammaturgico, presenza del pubblico, gestione dello spazio scenico. È un modo per "allenarsi alla vita", come dice Enzo Spaltro, uno dei maggiori specialisti italiani di psicologia del lavoro, per il quale una situazione ludica "mette a disposizione dell'individuo tre risorse che gli forniscono un "sentimento ottimale di realtà" e cioè la simulazione, l'analogia e l'elasticità" .
L'attività ha lo scopo di evidenziare gli aspetti di un problema, che nella vita reale siamo abituati a vedere solo dal nostro particolare punto di vista. La simulazione può anche facilitare l'avvio del lavoro di gruppo, l'acquisizione di esperienza decisionale e la consapevolezza delle responsabilità legate al ruolo. Il role playing è un buon metodo per avvicinarsi allo studio di situazioni reali.
OUTDOOR TRAINING
L'outdoor training è una metodologia di formazione che si basa su attività svolte all'aperto, esercitazioni individuali e di gruppo che coinvolgono i partecipanti sul piano fisico, cognitivo ed emozionale.
Gli interventi di formazione outdoor si caratterizzano per il tentativo di rompere i confini del tradizionale progetto formativo in aula, sbloccando gli schemi abituali di apprendimento. Nascono in tal modo percorsi di apprendimento della realtà ambientati in contesti del tutto inusuali, all'aperto, spesso in condizioni limite per le quali si richiede un completo coinvolgimento del soggetto, il più delle volte anche fisico.
L'outdoor training si sviluppa negli USA come attività rivolta a facilitare l'integrazione fra gruppi. I cardini teorici di questa metodologia sono il riconoscimento e la valorizzazione delle differenze all'interno di gruppi sociali differenti, così come all'interno di diversi gruppi di lavoro. Oggi la formazione outdoor si sta diffondendo nel mondo aziendale rivelandosi particolarmente indicata in aree, quali il team-building, la leadership, la gestione del conflitto, la motivazione, la comunicazione, la fiducia, l'autostima.
STORIE TEATRALI COME MODELLO DI COMPORTAMENTO
Il teatro può entrare nel mondo del lavoro anche come modello di comportamento per manager aziendali. Nel libro Shakespeare e il management Paul Corrigan propone una serie di "suggestioni letterarie per studiare da leader" , dove i grandi personaggi delle opere di Shakespeare, da Enrico V a Riccardo II fino a Macbeth, forniscono lezioni di leadership per i manager d'oggi e dove sono indagate le corrispondenze tra le lezioni di Shakespeare sulla leadership e le analoghe prospettive sostenute dai moderni teorici del management negli ultimi anni del XX secolo. Le opere drammatiche di Shakespeare fungono dunque da serbatoio di modelli di comportamento aziendale a prescindere dall'uso del dispositivo teatrale. Nulla delle altre componenti teatrali (messa in scena, interpretazione, recitazione, attore, spettatore, ecc.) è in questo caso coinvolta. Da questo punto di vista, altre opere letterarie, non necessariamente teatrali, potrebbe essere fonte di esempi per il mondo del lavoro.
MEMORIA NARRATA (A SOGGETTO FISSO O SU MISURA)
Il teatro può entrare in azienda sotto forma di memoria narrata, con lo scopo principale di celebrare eventi e/o personaggi. Quando il soggetto di uno spettacolo teatrale proposto in azienda proviene dalle vicende del fondatore dell'azienda stessa, si attua una sorta di recupero della memoria dell'impresa e dei suoi valori, in una sorta di auto-celebrazione. È il caso, ad esempio, dello spettacolo teatrale Camillo Olivetti realizzato da Laura Curino e Gabriele Vacis, un testo proposto anche all'interno dell'azienda nell'ambito di interventi di TeatroFormazione. Qui le vicende presentate appartengono al passato di una grande azienda, quale è la Olivetti, e vengono riproposte ad altre aziende nel tentativo di tramandare i principi etici applicati da Camillo Olivetti, in una sorta di conservazione della memoria del lavoro. In questo caso possiamo parlare di memoria narrata a soggetto fisso.
E' possibile anche allestire uno spettacolo basato sulla memoria narrata specifica e personale dell'azienda. In questo caso il form-attore invita i lavoratori a scrivere brevi testi in prosa fondati sul vissuto e sull'autobiografia. Successivamente tali storie vengono portate in scena dal form-attore in uno spettacolo teatrale. L'obiettivo primario consiste nel raccontare e portare in scena la cultura dell'azienda, per conoscerla, condividerla e celebrarla.
TEATRO FORUM
Il Teatro Forum è una delle tecniche utilizzate dal Teatro dell'Oppresso (TdO), nato in Brasile negli anni '60 con Augusto Boal. Il TdO può essere definito come uno strumento di liberazione dell'oppressione, nato e utilizzato in America Latina come risposta alle dittature che opprimevano il popolo. I Teatro Forum prevede la presentazione di una o più scene agli spettatori in cui si rappresenta una situazione di oppressione. Il pubblico è poi chiamato a intervenire e a cercare alternative sostituendosi al protagonista oppresso. In questo modo il pubblico, anziché intervenire a parole su un problema di oppressione, è invitato ad agire in scena per trovare soluzioni migliori. Nel Teatro Forum è fondamentale la figura del conduttore, chiamato Jolly, che non giudica i diversi interventi ma funge da mediatore e facilitatore tra gli attori e il pubblico.
In azienda il Teatro Forum può essere utilizzato come strumento propedeutico alla trasformazione dell'agire aziendale e/o organizzativo. Il Teatro Forum viene infatti applicato allo scopo di migliorare le competenze relazionali, eventualmente inserito all'interno di un percorso formativo tradizionale. Ad esempio è possibile applicare il Teatro Forum in azienda sulle tematiche della comunicazione, la gestione dei conflitti, la leadership, il rapporto capo-collaboratore, le relazioni con il cliente.
PSICODRAMMA E SOCIODRAMMA ORGANIZZATIVO
Lo psicodramma appartiene a quella categoria di tecniche che è generalmente indicata come metodi d'azione. I metodi d'azione (psicodramma, sociodramma, sociometria, role playing, role training) sono stati formulati da Jacob Levy Moreno (1889-1974). Attratto dal teatro e dalla filosofia esistenziale, egli crea teorie e metodi per analizzare i ruoli, i gruppi, la vita. Centrate sul sistema delle relazioni interpersonali e sulla teoria del ruolo, queste metodologie consentono di approfondire le specificità e le valenze emotive dei vari ruoli (professionali e non) e di migliorare la creatività e l'efficienza dei gruppi di lavoro esistenti, in quanto permette di modificarne la struttura in modo che risulti più adeguata al conseguimento degli obiettivi aziendali. Il lavoro formativo è centrato sulla persona, ovvero sul corpo, sul pensiero, sull'emozione.
Nello psicodramma c'è un protagonista che concretizza sulla scena il proprio mondo interiore e per fare ciò si avvale da una parte dell'aiuto degli Io ausiliari che incarnano i personaggi del suo mondo interno e dall'altra della regia del direttore che lo guida nella rappresentazione. "Nello psicodramma non si recita poiché non ci sono copioni scritti da altri, non c'è nulla di finto. Si rappresenta una verità soggettiva, anche solo parziale, e la si completa" .
Il sociodramma differisce dallo psicodramma per i presupposti di fondo su cui il conduttore-direttore indirizza l'azione scenica. Per fare un esempio: nello psicodramma noi incontriamo un padre, una madre, una figlia, un datore di lavoro, mentre nel sociodramma noi incontriamo il padre, la madre, la figlia, il datore di lavoro. Questa semplificazione ci indica la via: se nello psicodramma noi lavoriamo sui ruoli di una persona perché il focus terapeutico è tutto concentrato sull'individuo, nel sociodramma noi lavoriamo sulle caratteristiche sociali dei ruoli.
All'interno dei contesti aziendali sia il sociodramma che lo psicodramma - anche se nati come metodi terapeutici - sono metodologie che, durante le attività di addestramento, formazione e consulenza facilitano ed arricchiscono l'analisi e l'elaborazione delle dinamiche organizzative. Essi contribuiscono infatti a esaminare con l'accuratezza della rappresentazione i comportamenti aziendali e i rapporti interpersonali in un ambiente protetto e controllato da esperti. Amalgamare un gruppo di dirigenti con problemi di comunicazione interpersonale, armonizzare e rivitalizzare un gruppo di lavoro, affrontare una difficile situazione di mobbing: queste sono alcune delle possibili applicazioni dello psicodramma e del sociodramma in organizzazioni lavorative.
Sicuramente lo psicodramma in azienda è ancora un'idea per pochi più che una realtà, anche se ormai questa metodologia sta attirando l'attenzione di un numero crescente di aziende, che ne hanno intuito le grandi potenzialità.
CONCLUSIONI
In molte delle forme di teatro nel lavoro analizzate precedentemente, l'attenzione dell'impresa è concentrata sul prodotto più che sul processo. Portare il teatro in azienda significa spesso portare uno spettacolo teatrale all'interno dell'ambiente lavorativo, perlopiù con obiettivi didattici e formativi. In tal senso, troppo spesso dall'uso degli strumenti a mediazione teatrale ci si aspetta un prodotto fortemente orientato agli obiettivi dell'azienda: la comunicazione del messaggio, la promozione del prodotto, la formazione dei dipendenti. Anche la componente temporale può condizionare le modalità di realizzazione del prodotto teatrale d'impresa. Agli attori, ai formatori o ai consulenti che entrano in azienda viene chiesto di produrre qualcosa di quantificabile in breve tempo. Il più delle volte è uno "spettacolo-saggio", dove l'impresa e i suoi protagonisti sono il soggetto della drammaturgia. Altre volte il mondo del lavoro cerca di acquisire una tecnica. Tutto ciò è perfettamente coerente con l'ottica finalizzata dell'azienda, dove si ricerca l'adeguazione dei mezzi ai fini, dove tutta l'energia è scaricata nel prodotto finale, senza 'perdere' tempo né energie lungo il precorso. Il teatro è considerato alla stregua di una strategia che, inserita nella catena di produzione, consente di ottenere risultati migliori in minor tempo.
Ma il teatro, se vuole mantenere la sua dimensione formativa extra-quotidiana, non può agire nello stesso tempo e nello stesso spazio dell'impresa. Proviamo allora a pensare ad un teatro nel lavoro come a un teatro-artigiano, che opera sulla persona, centro dell'organizzazione, e che impiega una quantità di energia e di tempo per produrre risultati sorprendentemente piccoli, ma pregiati e preziosi. Questo é il teatro come lavoro, che impiega la forza del training dell'attore per portare il lavoratore in uno spazio e in un tempo altri, dove sperimentare e sperimentarsi, dove esplorare l'eventuale, dove indagare i rapporti e dove il processo teatrale é più importante del prodotto teatrale. I benefici per l'organizzazione non sarebbero così evidenti e immediatamente riconducibili ad uno specifico prodotto finale ma il lavoratore, sottoposto alla stessa forza del training a cui è sottoposto l'attore nello spazio e nel tempo del laboratorio, aumenterebbe le proprie superfici di sensibilità, pronto a tornare nello spazio e nel tempo del lavoro dilatato.
Quando il mondo del lavoro sarà disposto ad accogliere non solo il teatro nel lavoro ma anche il teatro come lavoro, quando il mondo del lavoro sarà disposto a "sprecare" una parte delle energie per "sprigionare Senso ai lati" , quando la forza del teatro inizierà a lavorare più sulla (e per la) persona che sul (e per il) sistema lavoro, allora si potrà dire che il "buffone di corte" sarà entrato nel mondo del lavoro con dignità regale.