Le strade del paese si animano con la tradizionale sfilata delle maschere, richiamate dal suono allegro dei tamburini. Il corteo attraversa tutto il paese presentando le maschere del carnevale storico che a Salbertrand ha saputo mantenere viva l'antica tradizione. La sfilata é accompagnata dal suono dei ragazzi della Banda Musicale Alta Valle Susa e dal gruppo occitano Parenaperde.
La maschera che impersona il carnevale chiede il permesso, agli anziani della comunità e al sindaco, per poter inondare strade e piazze di scherzi, danze e allegria. Ritornano, per una sera, gli antichi lazzi dei mercanti giunti in piazza a vendere i lasciti dell'anno passato, dalle pietre di Venaus alle opere delle olimpiadi, dagli scarichi dell'autostrada alla bevanda di "acqua nera d'Amercia".
Due mucche trainano l'aratro e, mentre i vecchi seminano la cenere nel campo di neve, ripetendo un antico rito di fertilità, i bambini richiudono il solco nella speranza di un'estate propizia. Tra vin brulé, bugie e cioccolata calda, offerte dagli abitanti del paese, le maschere si dirigono fino alla piazza della stazione con i ragazzi del paese che fanno danzare i pupazzi di paglia del grande e del piccolo carnevale.
Dopo il processo al carnevale e la lettura del testamento, il grande carnevale di paglia é bruciato in un falò mentre giunge la quaresima a ricordare che l'inverno non è ancora finito e che ci regalerà ancora neve fino ai giorni di Pasqua.