DISTILLARE È IMITARE IL SOLE
Ogni anno  a dicembre, l'antro dell'alambicco di Deveys, uno degli ultimi della Valle di Susa, torna ad esalare i suoi fumi e per l'occasione il Laboratorio Permanente di Ricerca Teatrale di Salbertrand cercha di carpire il segreto alchemico di trasformazione della grappa. Le fasi di preparazione della grappa diventano, in una performance teatrale, la trama sui cui si annodano storie di Tabarri, Streghe, Vendeimaire, Musici, Cenerentole e Alchimisti.
Performance del Laboratorio Permanente di Ricerca Teatrale di Salbertrand

 Distillare é imitare il sole
Distillato di teatro e grappa dell'alambicco del Deveys
Da un'idea di:
Gianfranco Joannas

Regia:
Renato Sibille

Realizzazione:
Laboratorio Permanente di Ricerca Teatrale di Salbertrand dell'Associazione Culturale ArTeMuDa

Musiche popolari dei:
Paranaperde
Con: Eliana Blanc, Roberta Borgatta, Arianna Cibonfa, Enrico Cibonfa, Bruno Gariglio, Gianfranco Joannas, Emanuela Lecis, Luca Meyer, Roberto Micali, Barbara Patria, Odilia Rossa, Nadia Ruffa, Giorgio Sigot, Patrizia Spadaro, Elisa Taverna

Testi liberamente tratti da:
Carlo Grande, Eschilo, Billie Holiday, Gianfranco Joannas, Renato Sibille

Effetti speciali e alcolici a cura
dell'
Alambicco di Deveys
Scarica la locandina
Le foto dello spettacolo
DAL TESTO DELLO SPETTACOLO:

Bôc: Par distilàa in boun veir äd brändë ou vänt pà esse pressä'. Pär couminçà ou  vänt pà råmplì tròt ël lambìk: ël vapör ou doou pougheir sä sfougàa, än viràn amoù e avàl, dou col dou lambìk au soumé dou chapitoou. Plus ij virë, dràn ëd desåndrë din 'l serpäntìn, e plus la brändë ou sënt boun.

Lambic: Per distillare un buon bicchiere di grappa non bisogna avere fretta. Intanto non bisogna riempire troppo l'alambicco: il vapore deve potersi sfogare, girando su e giù, tra il collo dell'alambicco ed il capitello. Più gira, prima di scendere nella serpentina, più la grappa ha un buon profumo.

Bôc: Mäi vi ël bok ou vänt pà esagërà. Dua ou trei pchitta succha ëd chatanhië ou ëd plai  ou ëd arië i soun plus ke sufisëntä, silòn ël brasìë qu'lh'ij ai änkàa din la chaudjèrë: ël fiok ou doou duràa sèis oura, ma ou vänt mäi jò pougheir réglàa ël fii sans qui pusse trot. Inë bounë alambinë' ou par tout plan tout plan.

Lambic: Anche con la legna non bisogna esagerare. Due o tre piccoli ceppi di castagno, acero, o sorbo montano sono più che sufficienti, a seconda della brace che c'è ancora nella caldaia: il fuoco deve durare sei ore, però bisogna anche poter regolare il filo senza che spinga troppo. Una buona alambiccata parte piano piano.

Bôc: Kånd äd pòia pà jo aurë tinì la man sul chapitòu per la charòu, coumånçe a sarà la pourtinë ëd la chaudjère e à sijilàa tout vi la sëndra: ëd règla mak plus ël tiraje dou tiré dou fournè e d'inë pchittë bèrchë ka 'd la leissë'  sou 'd la porte 'd la chaudjère.

Lambic: Quando non riesci più a resistere con la mano sul capitello per l'eccessivo calore, comincia a chiudere la porticina della caldaia ed a sigillarla con la cenere: regoli il tiraggio solamente con lo sportello sul camino e con una piccola apertura lasciata sotto la porta della caldaia.

Bôc: Apré in moumën ël proumië flà dou vapör äd la rappë ou 's coumënçë a sëntë partòut: dràn qui sort du serpäntìn, sarë tout ël tiraje, pär qui prënne ël fìi tou plàn tou plàn. ël fìi ou döou essë  biën a plòn: amòun, takë la dusië,  ou döou fiaràa fìn fìn e an bàa, drän kë l'aribbë din 'l pairòo, ou döou granà.

Lambic: Dopo un po' i primi profumi del vapore della vinaccia cominciano a sentirsi ovunque: prima che escano dalla serpentina, chiudi tutto il tiraggio, perché prenda il filo piano piano piano. Il filo dev'essere a piombo, in alto, vicino al tubicino, deve scorrere fine fine e in basso, prima di entrare nel paiolo, deve gocciolare.

Bôc: La proumiéras itissa  qui dësända i soun pà bouna: i l'an in mouvé gòu ëd pòun, i 's takkän pà ou pairòo, e i granän pà: ëd döva la fouttë vië. Coumänçe a tinì la boune brände kan la granë biën din 'l pairòo, e d'la dusië dou serpäntìn ou sor in boun parfün. La proumiére brände ou l'ì la plù parfümë'.

Lambic: Le prime gocce sono cattive, hanno un odore di mele, non aderiscono al paiolo, e non fanno le bollicine: devi buttarle via. Comincia a tenere nel paiolo la buona grappa, quando fa delle belle bollicine che si addensano nel paiolo e poi si disfano, e dalla serpentina esce un buon profumo.

Bôc: Si ët là fài tutta la chosa malaventë, 'd poia itàa trankìl tandiskë ou lì ourë dë scartàa la flèmë, kattrë oura d'aprée. La flème 'd la scarta kan ël fìi ou granë pà jo aurë din 'l pairòo, la brändë qu'ou sor ou l'éi jò in pau ochë, ou l'ei dzaur clàarë mi d'aighë da rochë, e äd coumënça a veir inë plétte jaunë sul pairòo: ou l'ì ël soulfrë ki sor.

Lambic: Se hai fatto le cose per bene, puoi stare tranquillo fino al momento dello scarto della coda, quattro ore dopo. La coda la scarti quando il filo non fa più le bolle nel paiolo, la grappa che esce è già un po' opaca, non più limpida come l'acqua che sgorga dalle rocce, e cominci a vedere una pellicola giallastra: è lo zolfo che viene fuori.
Dove si trova la frazione Deveys
LA FRAZIONE DEVEYS DI EXILLES

E' la frazione abitata di Exilles (TO) più piccola per estensione urbana, posta a ridosso della statale e dell'autostrada; inoltre parte della frazione appartiene al Comune di Salbertrand, a seguito di una permuta avvenuta nel Quattrocento fra le due comunità. Nel 1885 il villaggio fu travolto da una disastrosa valanga che causò la morte di 35 persone e distrusse parte del paese, ma il nome stesso, dal latino defensum=divieto, ricorda la proibizione del taglio dei boschi sovrastanti l'abitato, se non secondo le regole prescritte dagli antichi statuti comunali e dai bandi campestri d'età moderna, a causa delle valanghe che si staccano dal monte Chabrière e di cui si ha notizia in numerosi documenti sin dal periodo tardomedievale. Di particolare interesse sono le fontane settecentesche: entrambe presentano pignoni antropomorfi di pregevole fattura. L'antica Cappella di S. Biagio, attualmente d'impianto settecentesco nasconde, se pur sotto intonaci moderni e con gravi cadute di colore, affreschi tardogotici che illustrano la storia del Santo e che sicuramente s'inserivano nei cicli pittorici quattrocenteschi così diffusi nell'alta valle della Dora Riparia.
Ecomuseo Colombano Romean
Ecomusei del Piemonte
Per informazioni: 335-7669611
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Convegno tra Arte e Grappa

Sabato 13 dicembre 2008
Ore 14.30

Sala Conferenze
Parco del Gran Bosco di Salbertrand
Via F. Fontan, 1

Salbertrand (TO)
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