SINOSSI
Da un vicolo del paese giunge il carro dei comici tirato da tre uomini. Il clima è festoso, alcuni musicisti accompagnano l'allegra brigata. Il carro viene piazzato a mò di palco e i comici cominciano a fare le prove del loro spettacolo raccontando la fiaba di la Fontaine La peste tra gli animali. Gli attori vengono interrotti da un paesano che racconta a suo modo la stessa storia in lingua occitana. I comici scacciano il paesano. Mentre alcuni ragazzi giocano nella piazza, sul carro una donna canta una ninna nanna e allatta un bimbo, accortasi che il bimbo è morto impazzisce. Un'altra donna urla per l'orrore mentre il morbo si sparge dopo l'avvertimento dell'arrivo del flagello da parte di due pellegrini che attraversano la piazza. La piazza viene divisa da una corda tesa dagli attori e pubblico e attori si trovano improvvisamente separati, da una parte gli appestati, dall'altra i sani. Una donna narra l'incubo dei ratti e una processione con uomini che spargono calce, accompagna i medici che dissertano sulla malattia. Il popolo reagisce dandosi ad una vita sfrenata e il prete tuona contro il peccato invocando il castigo di Dio. Un angelo nero ed uno bianco danzano una danza macabra. Il morbo si sparge nel caos e i flagellanti si battono nella speranza di scacciare il male espiando le proprie colpe. Gli angeli della peste scandiscono il cadere delle vittime e i monatti caricano i corpi inanimati sopra al carro dei comici che esce dalla piazza come carro funebre con un corteo accompagnato da un mesto canto e dai rintocchi delle campane. Gli attori rientrano danzando, segno della fine della pestilenza, e coinvolgono il pubblico, ma la peste è sempre pronta a svegliare i suoi topi.