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Pe fe’ una buona musica, sempre suonare!

Per fe’ una buona musica, sempre suonare! Brani tradizionali dell’alta valle della Dora

Autori: Parenaperde e Renato Sibille

Anno di pubblicazione 2018

Prodotto da Giancarlo Zedde (Torino)

Con il sostegno di  ArTeMuDa, Comune di Oulx, Premio Giovanni Carena

Descrizione

Questo libro-disco nasce dalla passione per la musica popolare di un gruppo di amici innamorato dei brani della tradizione musicale alpina. Sono brani del repertorio occitano e francese dell’Alta Valle della Dora che copre parte del territorio dell’Alta Valle di Susa, tra Chiomonte e il confine con la Francia.

Renato Sibille li ha raccolti e li ha affidati alle voci e agli strumenti dei Parenaperde che con un’accorta e garbata rivisitazione musicale fanno rivivere i sentimenti, le atmosfere e la storia di una cultura altrimenti destinata all’oblio.

Informazioni aggiuntive

Da quando negli anni Cinquanta antropologi, musicisti, letterati e appassionati iniziarono a indagare sul campo, soprattutto nelle aree rurali, raccogliendo testimonianze e registrando canzoni, storie, notizie – generalmente nelle lingue locali –, dalla voce di cantatrici e cantori, l’etnomusicologia ha consolidato il suo carattere scientifico e metodologico. E sull’esempio di ricercatori come Ernesto De Martino, Roberto Leydi, Gianni Bosio, Alan Lomax, altri proseguirono, salvando una quantità di materiale altrimenti prossimo a cadere nell’oblio. È quanto ha fatto Renato Sibille, storico e cultore della tradizione popolare occitana altovalsusina che, grazie al suono gentile e avvolgente dei Parenaperde, con questo volume porge perle della cultura alpina.

Non è soltanto un’operazione di archeologia musicale: come suggerisce il titolo, la musica vive se è suonata, è la sua magica caratteristica, e in questo lavoro di ricostruzione e reinterpretazione di canti e danze il presente e il passato si ricongiungono.

Prescindendo dal dibattito sull’aderenza delle reinterpretazioni al contesto stilistico, querelle nata già all’indomani degli spettacoli teatrali Pietà l’è morta e Ci ragiono e canto (1964-1966), comporre l’arrangiamento di un brano musicale di cui si possiede, nel migliore dei casi, soltanto la registrazione della linea melodica fonte quindi molto posteriore all’epoca di origine pertanto suscettibile di corruzione è operazione di grande responsabilità. La mancanza di dati fondamentali quali agogica, dinamica, tactus, nessi armonici, impone scelte che rinnovano la veste estetica e la prassi esecutiva del brano, scelte che sono in capo alla sensibilità e alla preparazione culturale dell’interprete. Va da sé che nel terzo millennio, essendo tante le variabili musicali e strumentali, tutto sia possibile. Ma è l’appartenenza a un territorio e al suo enclave culturale che determina, in ultimo, l’ispirazione più consona. I Parenaperde e Sibille hanno lavorato con competenza e rispetto della tradizione. Gli arrangiamenti sono essenziali, netti incisivi. Dalla scanzonata Par bian dansâ alla drammatica Le vrai portrait du Juif Errant, mantengono un equilibrio che impreziosisce i vari registri letterari e musicali. Una pièce dove si avvicendano la narrazione, l’ironia, la fiaba.

Giancarlo Zedde

Ottieni la pubblicazione

La pubblicazione può essere richiesta in formato cartaceo all’Associazione ArTeMuDa via email all’indirizzo info@artemuda.it.