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Progetto "Via Teresa Noce"

Progetto Via Teresa Noce

Sì, sembra proprio che sarà così: la città di Torino dedicherà a Teresa Noce una piazza ricavata nell'area in cui sorgevano un tempo gli stabilimenti Incet, dove si producevano cavi elettrici.

Il Progetto "Via Teresa Noce", promosso dall'Associazione ArTeMuDa in collaborazione con l'Associazione Toponomastica Femminile e con il sostegno di ANPI Comitato Provinciale di Torino, MAU-Museo d'Arte Urbana di Torino e Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile, ha raggiunto i suoi due obbiettivi: realizzare lo spettacolo teatrale "Vivere in piedi" sulla vita di Teresa Noce, che ha debuttato a Torino il 6 dicembre 2017, e intitolare una piazza torinese a nome della partigiana e combattente torinese. Due grandi risultati.

LEGGI TUTTO SUL SITO DI DOLS.ITA Torino ci sarà Piazza Teresa Noce, di Loretta Junck
LEGGI ANCHE SUL SITO DI TORINO OGGIBarriera di Milano: la piazza di fronte all'ex Incet sarà intitolata a Teresa Noce, di Roberta Scalise

IL PROGETTO "VIA TERESA NOCE"

L'Associazione ArTeMuDa, in collaborazione con l'Associazione Toponomastica Femminile, presenta il progetto "Via Teresa Noce", in memoria della partigiana e combattente torinese. Con il sostegno di ANPI Comitato Provinciale di Torino, MAU-Museo d'Arte Urbana di Torino e Centro Studi e Documentazione Pensiero Femminile.

Il progetto "Via Teresa Noce" intende ridare memoria alla vita e al personaggio di Teresa Noce, a cui Torino diede i natali, attraverso lo spettacolo teatrale "Vivere in Piedi" e la promozione di un'iniziativa rivolta all'Amministrazione Comunale per intitolare un luogo della città alla memoria di questa incredibile figura femminile. Il progetto è stato presentato al pubblico il 30 giugno 2017 presso lo Spazio ArTeMuDa a Torino.

VIVERE IN PIEDI
Spettacolo Teatrale
Con Fabio Liberatore, Silvia Mascolo, Tiziana Rubano, Emanuela Sarzotti
Regia di Alberto Barbi
Mercoledì 6 dicembre 2017, ore 21
TORINO
Teatro Q77 - Corso Brescia 77
Scarica la locandina (formato pdf, 130 KB)
Vai all'evento facebook

La storia di Teresa Noce è la storia del Novecento. Delle lotte per i diritti delle lavoratrici, per la tutela della donna nel matrimonio, della maternità, della paritá di salario, dell'impegno politico e sociale. Teresa Noce non solo scrisse la nostra Costituzione, ma lavoró alacremente all'approvazione delle leggi che garantissero davvero quei diritti per tutte e per tutti. Teresa Noce fu partigiana, combattente, membro dell'Assemblea Costituente, parlamentare, segretaria di Partito, operaia e scrittrice. Donna del popolo e classe dirigente di questa nostra democrazia. Teresa Noce ha fatto la storia dell'Italia, partendo da Torino e qui vogliamo che resti, come guida e traccia per le nostre conquiste, passate e future. Grazie all'Associazione ArTeMuDa che sta ricostruendo pazientemente e con entusiasmo il percorso di questa donna straordinaria e in autunno ne riporterà la storia sul palcoscenico. La Commissione toponomastica del Comune di Torino un anno fa approvò l'intitolazione di una via a Teresa, su proposta di Adriana Scavello votata da tutto il Consiglio della Circoscrizone 6. I settant'anni dell'Assemblea Costituente rappresentano un'occasione da non perdere (dalla pagina Facebook di Nadia Conticelli, Consigliera Regionale, 1° luglio 2017).

    

VITA DI TERESA NOCE

Teresa Noce, la «Estella» combattente della Resistenza e della guerra di Spagna, nasce a Torino il 29 luglio 1900 in una famiglia poverissima composta da lei, madre e fratello maggiore. Costretta a lavorare fin da bambina, nei pochi anni scolastici che le sono concessi si distingue per impegno e fine intelligenza. Divoratrice di libri svolge nel frattempo svariati mestieri che le permettono di scoprire ben presto la cruda differenza fra le classi sociali.
Stiratrice, sartina presso laboratori diversi, durante la Grande Guerra, entra come operaia alla Fiat Brevetti. Lì incontra la politica militante, la sinistra rivoluzionaria ed è protagonista delle prime grandi vittorie personali e collettive: fra tutte l'indennità di licenziamento ottenuta per le donne costrette ad abbandonare il posto di lavoro in vista del ritorno dei reduci dal fronte.
Da pochi mesi, inoltre, Teresa rimane sola al mondo in seguito alla morte della madre e poi del fratello: due gravi lutti che lasciano nella ragazza dal temperamento acceso un grande desiderio di lotta e riscatto. Sono gli stessi giorni in cui conosce un giovane studente dal nome Luigi Longo, destinato a diventare presto suo marito, il padre dei tre figli (uno morirà neonato) e un altissimo dirigente del Partito comunista.
Nonostante la figura importante di Longo, Teresa manterrà sempre una grande autonomia politica e individuale senza mai allontanarsi dalla linea fissata dal Partito. È anche lei tra i fondatori del partito comunista. Gli anni da "rivoluzionaria professionale", come lei stessa si definisce, li passa fra l'Unione Sovietica dove si forma, la Spagna e la Francia. Combattente delle Brigate Internazionali contro il golpista Francisco Franco cura in quel periodo la redazione del giornale Il volontario della libertà. Allo scoppio della seconda guerra mondiale si trova in Francia ed è internata nel campo di Rieucros, dal quale viene liberata per intervento delle autorità sovietiche. Entrata nel Partito Comunista Francese come responsabile della MOI (Mano d'Opera Immigrata) partecipa alla Resistenza nel gruppo dei Francs-tireurs-et-partisans.
Nel 1943 viene arrestata e, dopo alcuni mesi, deportata in Germania, prima nel campo di concentramento di Ravensbrück poi a Holleischen.
Dopo la Liberazione, Estella, nel1946 entra nella Direzione del PCI, viene eletta nell'Assemblea Costituente e diventa parlamentare nella prima legislatura. Uno degli impegni più noti è riferito all'organizzazione dei Treni della Felicità grazie ai quali, insieme alla solidarietà dei compagni dell'Emilia Romagna, salva dalla fame e dal freddo oltre 35.000 bambini in due anni. Come Segretaria generale del sindacato dei tessili, si batte strenuamente e contribuisce al varo di leggi per la tutela delle lavoratrici madri.
Nel 1953 però deve combattere la battaglia più difficile: un mattino apprende la notizia dell'annullamento del suo matrimonio dalle pagine del Corriere della Sera. Furiosa e convinta si tratti di un'invenzione trasmette la smentita al giornale milanese asserendo che da comunista, mai avrebbe accettato di ricorrere al tribunale di San Marino per risolvere un matrimonio, espediente questo prettamente borghese. Purtroppo è vero: Longo ha agito all'insaputa di lei. Come non bastasse il Partito la accusa di aver gestito la situazione con impulsività e senza permessi da parte della Direzione. Emarginata, delusa e ferita, Teresa Noce trascorre gli ultimi anni della sua vita dedicandosi alla scrittura. Ci lascia una serie di romanzi e l'autobiografia Rivoluzionaria Professionale nella quale si evince lo spessore della vita di una donna straordinaria.
Teresa Noce muore a Bologna il 22 gennaio 1980.

PERCHÉ INTITOLARE UNA VIA/PIAZZA A TERESA NOCE

  • Perché è una donna torinese che ha contribuito in maniera decisiva alla trasformazione del nostro Paese.
  • Perché è un personaggio femminile dalla cui storia estrapolare valori che sempre più vengono messi in discussione: la solidarietà, l'umiltà, la dignità, il rispetto, la difesa dei diritti acquisiti, la lotta per l'uguaglianza, la giustizia sociale e la parità di genere.
  • Perché il numero di ruoli che ha ricoperto nella vita, spesso contemporaneamente, sono indice della sua straordinarietà: prima donna eletta come segretaria di sezione, partigiana, combattente, giornalista, deportata, fondatrice e dirigente del Partito Comunista, sindacalista, scrittrice, madre, moglie, una delle 21 Madri Costituenti, membro del CNEL.
  • Perché leggi e diritti di cui oggi godiamo arrivano dall'apporto fondamentale dato alle cause per cui si è battuta: indennità di licenziamento, legge sulla maternità, etc.
  • Perché trasmette un messaggio di ricchezza morale ed è esempio di grande onestà intellettuale.
  • Perché è dovere della Città che le ha dato i natali contribuire a risollevarla dall'oblio ingiustamente imposto e a diffondere la conoscenza della sua figura.
  • Perché già nel 2015 la Circoscrizione 6 ha approvato e chiesto al Sindaco e alla Commissione Toponomastica di promuovere l'intitolazione di aree DI circolazione cittadine alle donne TORINESI partecipanti all'Assemblea costituente, fra cui Teresa Noce. Cons.Circ.le n.32/2015 - 08/04/2015.
  • Perché le vie intitolate alle donne in Italia sono solo il 4% (per la maggior parte sante, beate, principesse, regine) e nascondono quasi totalmente i ruoli femminili avuti nella Storia. Questo incide profondamente sull'immaginario collettivo.

 

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