Scritto, diretto e interpretato da Renato Sibille e Roberto Micali.
Produzione: Associazioene ArTeMuDa (2025)
Durata: 70'
Descrizione
Passeggiata teatrale in tre tappe, Febbre d’alta quota conduce il pubblico tra le vie e le cappelle della Frazione Melezet di Bardonecchia, nell’inverno 1859-1860, durante una violenta epidemia di febbre tifoide che colpisce contadini, operai del traforo del Frejus e intere famiglie del paese. Protagonista e filo narrativo è il medico Antonio Adriano Secondo Laura, giovane dottore torinese chiamato “in alta quota” a fronteggiare il morbo: nel confronto serrato con il parroco, con il Cavalier Grattoni responsabile dei lavori del traforo e con il pittoresco Pachot, il medico si scontra con superstizioni, miseria, condizioni igieniche disastrose e sfruttamento degli operai, rivendicando la necessità di cure, prevenzione e dignità per i più poveri. Tra racconti di guarigioni e morti improvvise, rimedi popolari e “acque arzenti” scambiate per medicina, la passeggiata intreccia storia locale, memoria del cantiere del Frejus e nascita della pediatria torinese, fino al monologo finale in cui Laura ripercorre la fondazione dell’“Ospedaletto” e dell’Ospedale Infantile Regina Margherita, trasformando l’esperienza dell’epidemia in un manifesto di impegno civile e responsabilità sociale.
Repliche
- Sabato 9 agosto 2025, Frazione Melezet, Bardonecchia (TO)
Informazioni aggiuntive
Secondo Laura nasce nel 1833 a Sanremo e si trasferisce a vent’anni a Torino dove si laurea in medicina nel 1859. Partecipa alla seconda Guerra di indipendenza come medico volontario. Nel 1860 è a Bardonecchia per affrontare l’epidemia di febbre tifoide, scatenatasi tra la popolazione e tra gli operai che lavorano allo scavo del nuovo traforo del Frejus, in condizioni igieniche precarie. E’ proprio lui, il Laura, che insiste sull’adottare nuove regole di igiene, unico modo per evitare il diffondersi dell’epidemia. Nel 1874 sostiene a Torino il concorso per la cattedra di Medicina Legale, in concorrenza con Cesare Lombroso. Vince Lombroso, ma la gestione del concorso appare poco limpida. Laura deluso decide di dedicarsi completamente alla pediatria.
Nel 1880 Laura inizia a ricoverare i bambini in una casa in Corso Dante, trasformata in ambulatorio medico e denominata “Ospedaletto”; nel 1883 questa istituzione viene trasformata in Ente morale con lo scopo di provvedere al ricovero, al mantenimento e alla cura dei bambini poveri della città di età inferiore ai 12 anni. La sopravvivenza dell’Opera Pia di cui Laura è Presidente e fondatore è affidata inizialmente alla carità ed alle donazioni volontarie di patroni e patronesse, si aggiungono successivamente elargizioni della Famiglia Reale, della Pia Opera San Paolo, della Cassa di Risparmio di Torino e del quotidiano La Stampa.
Il dottor Laura – dal 1886 direttore del libero corso universitario di malattie dei bambini – vuole però trasformare la struttura tipicamente assistenziale in un centro di scienza e cultura dedicato alla salute dei piccoli ammalati e nel 1888 l’Ospedaletto viene trasferito nella nuova costruzione in Via Menabrea n.6 assumendo il nome di “Ospedale Infantile Regina Margherita”. I lavori di costruzione e completamento del nuovo ospedale vengono ultimati nel 1901. Muore improvvisamente il 1° marzo 1902, sulla soglia di casa, ritornando da un giro di visite.
(Nella foto, lapide dedicata a Secondo Laura posta nel cortile della Chiesa Cristiana Evagelica Battista a Torino in via Giuseppe Luigi Passalacqua 12)