SPETTACOLO TEATRALE “STORIA DI BIMBA” A TORINO

In  occasione della Giornata Internazionalper l’eliminazione della violenza sulle donne, torna in scena STORIA DI BIMBA, scritto, diretto e interpretato da Roberto Micali, liberamente ispirato a “Storie sui fili” (Edizioni Image-Ravenna, 2015) di Carla Baroncelli. Lo spettacolo è inserito all’interno della Rassegna di Teatro Civile SCENARI DI STORIA COLLETTIVA, organizzata al Centro Sereno Regis di Torino da novembre 2026 a luglio 2027.

STORIA DI BIMBA
Scritto, diretto e interpretato da Roberto Micali
Supporto tecnico di Renato Sibille
Liberamente ispirato a “Storie sui fili” (Edizioni Image-Ravenna, 2015) di Carla Baroncelli
Giovedì 19 novembre 2026, ore 21
Centro Studi Sereno Regis, Sala Poli
Via Giuseppe Garibaldi, 13, Torino
PRENOTA IL TUO POSTO
Info: info@serenoregis.org, 011532824

Bimba va all’asilo. I bambini la chiamano “orfana”, perché non ha un babbo. Ma Bimba risponde che non è orfana, perché ha una mamma e un nonno che le fa anche da babbo. Fino a quando la mamma conosce un uomo, chiamiamolo V., che diventa il suo nuovo compagno. Da quel momento Bimba assiste a pugni, schiaffi, urla, gelosie, tradimenti: V. non uccide la madre di Bimba, ma riduce la sua bocca morbida in due labbra secche. Mentre Bimba, nascosta dove stanno i ragni, sente parole senza capire.

Dopo lo spettacolo Le donne forti danzano scalze, l’Associazione ArTeMuDa torna sul tema della violenza sulle donne, questa volta vista dagli occhi di una bimba. La violenza “assistita”, subita dal minore (la protagonista della storia) costretta ad assistere, senza poter intervenire. Abuso psicologico sui minori, di cui, nel caso specifico, sono responsabili insieme, drammaticamente, l’aggressore e la vittima.

 

COLOMBANO 500: GRAN FINALE 2026 A EXILLES

Sabato 17 ottobre si è tenuto al Forte di Exilles l’evento “Oltre la roccia: il cammino continua” nell’ambito dei festeggiamenti per il cinquecentenario dell’inizio dei lavori del Pertus di Colombano Romean inseriti nel programma di Colombano 500 che si è svolto durante l’estate 2026. Abbiamo scelto questo titolo perché, in fondo, Colombano 500 è stato soprattutto un cammino. Un cammino che abbiamo iniziato insieme il 4 luglio, proprio qui, al Forte di Exilles, e che in questi mesi ci ha portato ad attraversare luoghi, incontrare persone, ascoltare storie, riscoprire un territorio e la sua memoria. Abbiamo camminato davvero, lungo i sentieri che conducono al Pertus. Ma abbiamo camminato anche attraverso il teatro, la musica, il cinema, le mostre, gli incontri e i racconti. Ogni iniziativa è stata una tappa, ogni incontro un’occasione per aggiungere qualcosa a questo percorso collettivo.

Dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Exilles, Roberto Segafredo, e del Presidente del Parco Alpi Cozie, Elio Pulzoni, si è dato l’avvio al nutrito pomeriggio di eventi con l’annullo filatelico speciale dedicato al Pertus attraverso l’ufficio mobile appositamente installato al Forte da Poste Italiane e alla campagna di firme per sostenere la candidatura del Pertus tra i “Luoghi del cuore del FAI”, per la quale è intervenuta anche Marilena Gally, Capo Delegazione FAI Valle di Susa.

Dopo un momento di spettacolo con le letture in musica “L’eco dello scalpello” a cura di V.A.N., il collettivo teatrale Verso Altre Narrazioni formato da giovani attori diplomati presso l’Accademia d’Arte del Dramma Antico di Siracusa, c’è stato l’intervento dello scrittore-giornalista Enrico Camanni “La montagna trasformata” che ha raccontato brevemente la trasformazione del mondo alpino partendo dalla storia e dalla situazione odierna per lanciare qualche spunto sulle prospettive future. Nella seconda parte del pomeriggio Camanni ha poi dialogato con Stefano Ditella, giovane geologo attivista per il clima di Fridays for future, in uno scambio intergenerazionale condotto dai giovani di Radio Tempo Profondo (archivio sonoro e collettivo che racconta tramite parole e voci dalla Val di Susa le trasformazioni del paesaggio alpino e il rapporto con le comunità che lo abitano), della Pinacoteca Levis di Chiomonte.

Prima del gran finale con la musica del gruppo occitano Parenaperde, sono stati lanciati i contest letterario e fotografico ispirati all’opera di Colombano Romean che si realizzeranno nel corso del 2027.

La sala è stata dominata dalla magnifica gigantografia riprodotta dalla lastra originale scattata nel 1911 in occasione della posa della lapide presso il Pertus, messa gentilmente a disposizione dall’Arch. Edoardo Gianoli. 

C’è un altro cammino, molto più lungo del nostro, che ci ha ispirato fin dall’inizio: è il cammino dell’acqua. Quell’acqua che Colombano Romean, 500 anni fa, riuscì a portare oltre la montagna, scavando la roccia con una determinazione e una tenacia che ancora oggi ci sorprendono. Un’acqua che, dopo cinque secoli, continua a scorrere nel Pertus, seguendo la strada che lui le ha aperto. Anche noi abbiamo cercato di fare questo: aprire passaggi, mettere in comunicazione persone, generazioni, linguaggi e saperi diversi. Partire da una storia di 500 anni fa per parlare anche del nostro presente e, soprattutto, del nostro futuro.

Il 2026 è stato un anno importante, ricco di iniziative e di partecipazione, ma il cammino non finisce qui. Ci sono nuove idee, nuovi progetti e nuove tappe in preparazione per il 2027. E allora, come l’acqua del Pertus, anche Colombano 500 continua il suo viaggio.

TUTTO ESAURITO PER “GAMBE FREIDE” A TORINO

Teatro Principessa Isabella gremito, venerdì 16 ottobre, per il ritorno a Torino di “Gambe Frèide – Tre personaggi in cerca di giustizia”, lo spettacolo di ArTeMuDa scritto e diretto da Roberto Micali e Patrizia Spadaro, liberamente tratto dall’opera di Barbara Di Dodo.

La rappresentazione, inserita nel programma di Lucento in Festa, ha riportato al centro dell’attenzione il dramma delle morti sul lavoro, attraverso tre racconti che si intrecciano nella Torino post-industriale, raccontando il dolore, le ingiustizie e la ricerca di verità e dignità.

Il tutto esaurito conferma quanto il teatro possa essere uno strumento importante di memoria, riflessione e sensibilizzazione, capace di affrontare temi di grande attualità attraverso le emozioni e le storie delle persone.

Un sentito ringraziamento al pubblico che ha riempito il teatro, al Tavolo di Lucento, al Piccolo Teatro d’Arte e a tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione della serata.

Un’altra bella occasione per ribadire che il teatro non è soltanto spettacolo, ma anche impegno civile e occasione di confronto.

(Foto di Giordano Armellino)